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Non solo da vaccinare per contrastare il Covid ma da aiutare psicologicamente e non solo economicamente.

Neanche annunciate le graduali riaperture che le vedove di Conte e Casalino hanno iniziato a ricordare a tutti, come il predicatore del film “Non ci resta che piangere”, che “dobbiamo morire”.

Francamente non se ne può più.

Ci sono vari aspetti che dovrebbero essere analizzati e affrontati seriamente.

Questa pandemia ha diviso i cittadini fra garantiti e non garantiti.

Ossia, quelli che hanno lo stipendio assicurato dallo Stato, ossia da noi, e i liberi professionisti, gli imprenditori e tutti quelli che rischiano con il proprio capitale.

Insomma, una divisione netta.

Poi, in questa pandemia sono nati i fantomatici esperti delle chiusure.

Spesso questi personaggi, oltre a non averne azzeccata una e aver contribuito a creare molta confusione, passano più tempo in televisione che a lavorare in silenzio per aiutare veramente la comunità.

Ecco in questo quadro l’opinione pubblica si muove.

Spesso orientata da chi vuole assecondare un messaggio piuttosto che un altro.

Durante il Governo Conte la linea politica, non solo scientifica, era ultra rigorista.

Non a caso il Ministro Speranza ha dovuto ritirare con grande fretta ed imbarazzo il proprio libro “confessione” sulla pandemia.

Coronavirus ecco il libro-confessione di Speranza: “Non avevamo un manuale” – Affaritaliani.it

Un libro che sta facendo discutere per le molte cose scritte e le opinioni politiche sulle chiusure.

Non a caso Conte e Casalino durante l’epidemia avevamo gestito la comunicazione in stile Grande Fratello e con toni paternalistici molto fastidiosi.

Questo atteggiamento, spinto da un allarmismo frenato, ha probabilmente contribuito a creare una grande psicosi e paura della vita comune e normale di un tempo.

Una sorta di sindrome di Stoccolma politica, dove i cittadini amavano chi li teneva chiusi in casa.

Questo quello che è forse successo.

Ora il Governo Draghi ha cambiato e sta cercando di cambiare l’impostazione generale sempre con cautela ma con maggiore ottimismo e dinamismo.

Non a caso sono stati cacciati Arcuri, il Responsabile della protezione Civile e rivisto il CTS.

L’ultimo tassello potrà essere il cambio di Speranza, anche a seguito delle inchieste di Bergamo e delle questioni relative alla gestione del piano pandemico non aggiornato e attuato.

Bene, in questo clima il nuovo Governo ha dovuto ridisegnare un piano vaccinale quasi inesistente e rimodularlo completamente.

Finalmente si vede la luce con l’accelerazione delle vaccinazioni.

E che fanno le veline di Conte?

Attaccano Draghi per la dose di ottimismo e per le graduali riaperture.

Loro vorrebbero che le imprese, i ristoranti, i liberi professionisti, i commercianti, gli artisti, gli sportivi, i giovani e il mondo del giusto divertimento fallissero e rimanessero chiusi per sempre.

Li senti parlare e noti un fastidio enorme verso i risultati di Draghi e le dosi di buon senso.

Per non parlare delle cassandre dei fantomatici esperti che criticano Draghi e il Governo per le riaperture graduali.

Hanno francamente stufato. Hanno francamente esaurito la pazienza degli italiani che lavorano e che vorrebbero ritornare alle loro vite.

La televisione si occupi anche di altro e ci liberi da questi personaggi una volta per sempre.

Un uso continuo e sfrenato della pandemia per rendere i cittadini ancora più fragili e giustificare chiusure ormai insensate.

Ci sono categorie di lavoratori chiusi da un anno senza senso o meglio senza buon senso.

Perché sappiamo benissimo che le vecchie impostazioni del Governo Conte avevano creato disuguaglianze nette e assurdità contro ogni logica.

Per questo motivo sentire una fetta dell’informazione, nostalgica del duo Conte-Casalino, criticare Draghi e sperare nel fallimento del Governo è assurdo.

Sperare nel fallimento del Governo Draghi è sperare nel fallimento dell’Italia.

Ora che esiste il vaccino e un piano vaccinale non si può più usare la pandemia per reprimere e chiudere ancora tutto.

L’Italia ha bisogno di ripartire e di vivere senza più una gestione politicizzata della crisi.

Basta esperti delle chiusure, basta criminalizzare i giovani, basta demonizzare i ristoranti e i bar.

Basta impedire ai luoghi di cultura e spettacolo di lavorare in sicurezza.

Finalmente ora il buon senso e il buon governo stanno tornando.

Chi auspica chiusure rimanga a casa e magari doni una parte del proprio stipendio garantito a chi non ha potuto lavorare.

Dopo aver sconfitto la pandemia occorrerà curare la mente di molte persone.

La libertà ci appartiene e dovrà ritornare la normalità.

Si potrà presto fare e gli abbracci e i baci saranno finalmente liberi con buona pace di chi ha proliferato e speculato in questa crisi.