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Facciamo finta che i sondaggi siano veri, facciamo finta che siamo fra il 2 e il 4%. Tutti quelli con cui parlo, quelli che ne capiscono, dicono “si ma poi i voti?” perché questo è un problema vero. È un problema che mica possiamo nascondercelo, noi i voti li dobbiamo prendere. Ma è possibile prendere i voti adesso?

Rifletteteci un attimo (come direbbe Zaia):

  • abbiamo una composizione molto eterogenea, i motivi che ci hanno spinto verso Italia Viva sono i più diversi e di certo ci accomuna solo il fastidio per il pensiero unico. Siamo quindi una bella banda di pensatori liberi che fanno politica per cambiare il mondo, ma che fanno anche fatica a fare sintesi
  • Abbiamo una posizione politica complessa, che incastra liberismo, socialismo, dottrina sociale della chiesa, diritti umani e sociali, valori tradizionali, modernità ed esperienza, una tattica e una comunicazione giovani e una strategia e un modus politicus antico… declinare il tutto in parole semplici sarebbe stato difficile nella prima repubblica, in questo pattume morto che chiamano la seconda è pressoché impossibile… non solo per noi, ma anche per un elettorato addormentato che parla in linguaggio binario quando noi decantiamo in latino.
  • Abbiamo un Leader incredibile: ci ha guidato in mezzo ad una crisi, che forse chiamarlo casino sarebbe più corretto, che ha creato e risolto lui trasformando la merda in oro. Però ha un paio di difetti:
    o Ha un carattere “leggermente” competitivo, lui si concentra sugli obiettivi, come Leonida alle Termopili si lancia nella battaglia fiducioso nei suoi uomini, senza nessuno sprezzo del pericolo e sembra anche senza nessuno spirito di autoconservazione politica. Per questo difettuccio si è inimicato tutti, ci temono come si temevano gli spartani e quando qualcuno si avvicina a volte fugge terrorizzato dall’impresa.
    o Fa degli scatti in avanti che sono ingestibili alla base. Lui vede lontano, costruisce geometrie, affina strategie, lima la tattica e poi parte… e noi dietro a correre. Non so se lo faccia perché , giustamente, crede che non lo seguiremmo se ci spiegasse il disegno; non so se lo fa perché non siamo in grado di capire o perché non ha tempo da perdere, ma a noi questo impedisce di spiegare in famiglia, al lavoro, nei bar, in fabbrica le sue scelte. Perché andiamo a “tentoni”… io sono stato molto fortunato, in mezzo a quel casino che è stato la crisi avevo capito dove andava a parare e lo dicevo, ma nessuno mi credeva e devo dire che a volte vacillavo anche io. Ovvio che non ci può spiegare tutto, ma che si prenda il tempo per rafforzare il partito in tempi di bonaccia come (sembrano) questi sarebbe una buona idea.

A queste condizioni è possibile uscire dal 2/4%? Forse no, è difficile forse quanto passare da Conte a Draghi, ma Lui ce l’ha fatta…

Noi ce la facciamo a costruire il consenso? Perché noi siamo ovviamente “innamorati” di Renzi, ma è una possibilità concreta per lui sia davvero difficile costruire il consenso… lo odiano! Lo minacciano! Lo perseguitano un giorno si e un giorno anche ! (per esempio https://renziani.it/renzi-e-larabia-saudita-raccontiamo-un-po-di-verita/ ) Fanno finta che gli freghi qualcosa dell’ignobile fine di un giornalista egiziano solo per attaccare Lui e sporcarne l’immagine.
Non credo che lui sia poi così d’accordo a lasciarci lavorare, ma se lavoreremo bene “se ne farà una ragione” e magari “starà anche più sereno”!

Personalmente non credo che possiamo affidarci solo ai social, sono strumenti troppo superficiali per una posizione complessa come la nostra.
La nostra deve essere una pesca d’altura, più difficile, più rischiosa, ma che da grandi guadagni. Non dobbiamo parlare solo a spot, dobbiamo con fatica costruire luoghi di confronto e rapporti umani con le persone più “significative”, convincerle perché siano loro a diventare sponsor.
E raccogliere gente “importante” richiede sacrifici, da chi ha tirato la “carretta” fino adesso, richiede che li si coinvolga, che gli si faccia spazio… perché anche se siamo stati i più bravi seguendolo, forse non siamo noi che possiamo rappresentare al meglio la novità di Italia Viva, altrimenti avremmo già raccolto consensi, noi siamo sicuramente quelli che la costruiranno, ma forse dovremo lasciare che siano altri a fare gli onori di casa…
D’altra parte Sparta era conosciuta per le capacità di combattere, non per l’ospitalità… dobbiamo trovare la nostra Atene… magari non è tanto lontana… magari è solo un po’ più a destra…