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Sono un Professore Universitario. Di Ingegneria nello specifico.

LE SCUSE

Alla fine dello scorso semestre ho chiesto scusa ai miei studenti. “Scusa” perché, nonostante ci abbia messo tutto l’impegno e la passione del mondo, le lezioni a distanza non hanno nulla a che vedere con le lezioni in presenza. Con quelle in cui esci dall’aula sporco di gesso. Regolarmente mezz’ora dopo l’orario stabilito perché ti fermi a discutere, riflettere e, perché no, ridere e scherzare con i tuoi studenti. E magari con il docente della lezione successiva che ritarda l’inizio perché si appassiona alla discussione.
Perché l’Università non è solo trasmettere ed imparare nozioni. Ma è anche, e soprattutto, comunità. È condivisione, confronto, discussione. È crescere insieme.

Anche al termine della Commissione di Laurea che ho presieduto qualche giorno fa, sempre a distanza, ho chiesto scusa. “Scusa” per non essere stati in grado neanche di “proteggere” il giorno della laurea. Che resterà certamente uno dei più importanti della vita nostra e dei nostri studenti.

IL VACCINO E LE NUOVE SCUSE

Anche all’inizio di questo semestre ho chiesto scusa. Per le ragioni di sopra, ma anche per un motivo in più.
Io, come molti colleghi, sono stato vaccinato. Ho aderito alla campagna di vaccinazione con entusiasmo e convinzione. Convinzione nella scienza. Totale.
Ma iniziare un altro semestre a distanza mi fa sentire quasi in colpa per aver sottratto il vaccino a qualcuno che, forse, ne avrebbe avuto più diritto di me. Perché io sono vaccinato per poter fare il mio lavoro, quello vero, quello da insegnante in presenza.  Rimanere protetti da un monitor quando, per esempio chi è alla cassa al supermercato incontra ogni giorno centinaia di persone mi pare un sopruso.

IL DOVERE VERSO LA SCIENZA

Ed allora, cari colleghi che talvolta un po’ timidamente vi siete posti nei confronti della pandemia, rediamo giustizia a questo straordinario dono che la scienza ci ha fatto attraverso quella innocua iniezione. Perché, noi professori universitari siamo in qualche modo parte della scienza. Siamo noi stessi scienza. E la scienza si aiuta anche con piccoli quotidiani gesti di coraggio.

Tornare in aula, ad esempio. In sicurezza. Ma tornare.

A svolgere, davvero, il nostro servizio.