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di Vincenzo Pino

Avrebbe potuto ricordarsi Letta del proclami che fece sul riequilibrio della rappresentanza a proposito dei gruppi Parlamentari di qualche settimana fa.

E raffrontarli col misero spettacolo che offre oggi dove non riesce a presentare una donna candidato sindaco nelle principali città capoluoiogo chiamate all’appuntamento elettorale di autunno.

Avrebbe potuto così rallegrarsi della candidatura di Isabella Conti alle primarie di Bologna per attenuare qul gap, invece no.

La gran parte del gruppo dirigente da Letta, a gran parte dell’apparato emiliano e bolognese si stanno impegnando a fondo perchè questo evento non accada.

E stanno cercando in tutti i modi di impedire la libera espressione di quella larga rappresentanza nel Pd che invece ha accolto con entusiasmo quella candidatura.

Si va da Lepore, l’altro candidato Pd appoggiato dagli apparati, che proclama, novello Pier Capponi, che impedirà la vittoria di Renzi, come recentemente avvenuto con Salvini, facendo un accostamento ridicolo e falso.

Scordandosi però che alla recente sconfitta di Salvini abbiaì contributo in maniera significativa Italia Viva che non a caso sta in Giunta in Emilia.

Valli a capire

Ma oltre a questo sono partiti i ricorsi contro la candidatura perchè sarebbero in contrasto con la linea politica nazionale del Pd che invece, se vai a vedere stanno nello stesso governo.

Una serie di piccolerie senza capo nè coda contraddeti da una precedente esperienza proprio a Bologna in cui furono ammessi a partecipare candidati indipendenti collegati a Prodi.

Insomma l’ennesimo tentativo di conventio ad excludendum verso chiunque sia in qualche modo riconducibile a Renzi.

E per attenuare questa identificazione la Conti non si presenterà alla primarie sotto il simbolo di Italia Viva.

Ma tutto questo non basta a quella componente del Pd, chiusa, in palese contraddizione con la storia e lo spirito delle primarie.

Comè che questi combattenti con invincibili armate accanto, quali le sardine, hanno cos’ paura di una candidata, che proviene da un partito, a loro dire, del 2%.

Per chi fa politica, questo atteggiamento ha poco a che fare con la stessa.

Un Pd nato per essere aperto ed includente che si rinchiude nella difesa di sè stesso e non si confronta con le istanze migliori che provangono dal territorio e con i propri limiti sulle pari opportunità.

Si può stare in un Pd ridotto così?