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di Vincenzo Pino

Doveva essere il garante invece è il monarca assoluto dei cinque stelle.

Di recente lo ha dimostrato con la delegittimazione del capo politico, Crimi, quando lo costrinse a cambiare nel giro di un giorno linea a proposito dell’appoggio al governo Conte.

Poi ha continuato nell’affidare a Conte la leadership del movimento senza consultare nessuno e senza il potere di farlo.

Infine ha provveduto a sparare contro il suo quartier generale con la riaffermazione della regola dei due mandati.

Il risultato è da Guinness di fallimenti.

Una cinquantina di parlamentari perduti con l’appoggio a Conte e sessantacinque delegittimati con l’ultima decisione.

Immaginarsi con quale stato d’animo i Di Maio, la Taverna, Patuanelli, Toninelli e compagnia di giro abbiano accolto l’avviso di sfratto. Un figlicidio come è stato definito.

Accompagnato dal disprezzo verso i propri portavoce definiti miracolati (sottinteso da lui).

Ed oggi si ritrova con Conte che non può essere eletto a norma di statuto e i parlamentari divisi in tanti tronconi l’un contro l’altro armati.

Quelli coi due mandati che organizzeranno certamente una forma di resistenza contro la regola, quelli al primo mandato felici perchè magari possono puntare alla rielezione.

Grazie alla fuga dei cento di prima ed alla inibizione dei sessantacinque di ora, é stata una vera lotteria

e magari ora possono avere qualche speranza, anche a fronte della perdita del 30% della rappresentanza.

Quelli che sperano in Casaleggio ed alla riesumazione della piattaforma Rousseau dopo aver intrapreso azioni legali contro l’espulsione. Alla Morra.

Quelli che non sanno cosa fare ma comunque organizzano anche loro una fronda, magari poi il motivo si trova. alla Giulia Grillo.

Ma intanto Grillo è felice. Protagonista della vita politica come non mai. Con tutti delegittimati a sua eccezione

Folgorato ora dalla transizione ecologica e dal ministro Cingolani elevato a “supremo” nell’empireo pentastellato per avergli fatto da spalla nella recente riunione dei parlamentari grillini.

E d’altra parte come ben si sa Grillo é uomo di spettacolo e deve essere sempre al centro della scena.

La politica per lui è stata sempre l’estensione di questa vocazione primigenia con la quale è riuscito ad avere un notevole successo. Finora.

Come il ridicolo Scanzi, uomo di teatro, come lui che riesce a sceneggiare il forme eroiche le porcate che dice e fa, facendole passare, finora per l’esatto contrario.

O alla Mao Tse Dun che di fronte ai fallimenti delle sua politiche folli invitava a sparare contro il quartier generale

.

Comunque fate voi.

Sul tema vedi anche Emanuele Lauria su REpubblica.