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di Vincenzo Pino

Letta si incontra con tutti e registra il dissenso su tutte le sue proposte con tutti gli interlocutori.

Solo coi cinque stelle é consenso generico ma sul nulla.

Alla caccia del gruppo misto

L’ultima proposta fatta sulla limitazione degli spostamenti dei parlamentari pare abbia qualche attenzione dai pentastellati.

Ma è ridicola ed incoerente con quanto fatto un mese fa quando in parlamento cinque stelle e Pd organizzarono un vero suk di parlamentari per realizzarne uno a sostegno di Conte.

Ed il Pd realizzò il massimo dello sconcerto quando decise di prestare la parlamentare Tatiana Rojcic a questo gruppo per consentirle il numero minimo per costituirsi.

E tutto questo minacciando elezioni anticipate di cui non aveva la minima disponibilità.

Cercando così anche di spaccare ed indebolire il gruppo dei senatori di Italia Viva che venivano dati in uscita verso il Pd un giorno sì e anche l’altro.

Che ora strepiti contro i voltagabbana dopo averli organizzati sino a casa propria dà il senso della disperazione politica cui è arrivato l’attuale segretario.

Visto che col semestre bianco alle porte ed il governo Draghi il gruppo misto sembra destinato a crescere per le ulteriori probabili defaillance dei cinque stelle al secondo mandato e dei ribelli che seguiranno Casaleggio.

Su cui Conte tace ancora oggi dimostrandosi in piena distonia coi propri portavoce.

Il voto ai sedicenni e lo ius soli.

Che ha abbandonato il proposito di far votare i sedicenni dopo essere stato massacrato da Gregorio De Falco.

Il quale ha tra l’altro puntualizzato che meglio di proporre questo, il Pd avrebbe fatto meglio a chiedere l’estensione dell’obbligo scolastico fino al diciottesimo anno di età.

Per colmare anche la carenza di scolarizzazione che questo anno di pandemia ha comportato per le giovani generazioni.

Come pure lo ius soli, abbandonato a sè stesso, dopo il reboante annuncio, modello Zingaretti nell’Ottobre del 2019.

E non c’è straccio di iniziativa in proposito, nè al Parlamento, nè tanto meno negli incontri che Letta ha fatto.

Anche lui sembra essere stato contagiato da quella malattia che si chiama “annuncite” in Italia.

Le pari opportunità

Gli era andata bene all’esordio con le pari opportunità dove sempre attraverso annunci e non iniziative politiche aveva imposto un cambio di leadership al femminile nei gruppi parlamentari per liberarsi dall’incubo delle correnti maschiliste.

Ed ora che nella cinque principali cinque città in cui si vota non vi è una candidata donna come la metterà Letta con le pari opportunità?

Specie nel collegio di Siena dove sembra volersi candidare lui.

Insomma al di là degli annunci vuoti dopo ogni incontro non c’è niente di strategico nel disegno lettiano, se non la matematica elementare. Si vede qui il ritratto del pisano degno erede del Galiliei.

La logica matematica

L’alleanza coi cinque stelle, secondo lui, è necessitata alle amministrative dai sondaggi che darebbero il M5S al 17%.

Ma il prode Enrico direttore di una prestigiosa scuola di scienza della politica dovrebbe sapere che questo numero alle amministrative si dimezza quando c’è un candidato cinque stelle.

E raggiunge solo un terzo dei voti se invece vi è un candidati esterno.

Si studi i flussi di voti delle ultime regionali e quelle dell’Umbria in particolare se voglia averne conferma.

Il M5S vale molto meno, specie in situazioni dove i conflitti coi cinque stelle sono stati acuti, penso a Roma con la Raggi e a Torino dove il movimento è nato targato “No Tav” e non perderà certo questo imprinting.

Ci pensi bene a quello che sta facendo perchè comincia a somigliare sempre più ad un’anatra zoppa.

E Renzi nell’incontro fatto con lui, glielo ha certamente evidenziato, come riportato alcuni giornali.

E non potrà prendersela col senatore fiorentino, quando dopo il fallimento alle amministrative una larga maggioranza del Pd chiederà la testa.

Per la seconda volta dopo ill 2o14.