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Doveva essere nel pallone totalmente Matteo Lepore, candidato alle primarie del centro sinistra a Bologna, quando ha fatto questa affermazione in relazione alla discesa in campo di Isabella Conti.

Farebbe bene a ricordarsi quando si è compiuta da parte sua questa epica impresa, visto che Italia Viva sta nel governo Bonaccini con un’assessore prestigioso come Felicori dal Gennaio 2020, eletto con le preferenze consigliere regionale, peraltro. e che ha contribuito a fermare Salvini in Emilia e perciò stesso a Bologna.

Una gaffe delle peggiori per uno che si candida alle primarie e che vede il possibile competitor come nemico, mentre l’avversario vero sarà alle elezioni.

Nulla di originale in Lepore solo un coatto deja vu’

Ma lui dev’essere fatto così, proseguendo sulla gloriosa via di Orlando, “quello che la Leopolda era come il papeete”.

O come il saccente Damilano che considerava i due Matteo come le facce di una stessa medaglia.

Non parliamo della credibilità di Orlando, quello che “con la Lega mai al governo neanche se ci fosse Superman a dirigerlo” ma dopo tre giorni si buttò a capofitto nel governo Draghi. Parigi valeva bene una messa.

Ed ora questo Lepore che riprende questo refrain, mentre la sua competitor propone una “campagna gentile” per le primarie, fatta di proposte e di ascolto del territorio.

La differenza tra gli stili di comportamento politico dei due si vede molto e quello della Conti sembra attrarre una parte consistente del Pd bolognese.

Sicchè il Lepore ha subito bisogno di buttarla in rissa e di costruire trincee per evitare un confronto di merito di fronte alla cittadinanza, che sente,statene certi, perduto per lui.