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Si stenta a credere che fior di giornalisti, con decine di anni di esperienza nelle aule parlamentari, spesso firme famose, possano essere così ingenui da stupirsi che un mese prima dell’elezione del PdR non siano già chiari i contorni dello scontro oppure non ci sia già un Presidente designato.
Ovviamente nessuno ci crede e quindi non sono così ingenui, ma l’esigenza più deleteria della loro professione li porta a imbottire la testa dei lettori/ascoltatori con fregnacce di ogni tipo, chiacchiere senza senso, discorsi senza capo né coda, ipotesi del tutto campate in aria e supportate dal NULLA.
Devono produrre e dunque producono: cascasse il mondo.
Basta aprire un sito qualunque o un tg qualunque, o un talkshow qualunque, per essere travolti da un chiacchiericcio interminabile e del tutto vuoto di qualsivoglia notizia vera.
E se qualche notizia, pur infima, arriva, ecco stravolgerla e frantumarla per estrarne chissà che fantomatiche deduzioni politica.
Io ne avrei davvero pieni gli zebedei.

Ma quando mai nella storia della Repubblica, a circa un mese data dall’avvio delle votazioni, la situazione è stata più chiara di oggi? Forse per De Nicola, in carica per neanche 5 mesi, ma nemmeno per Einaudi …
E il motivo non è un mistero: non è il gusto sadico di menarla per le lunghe ed attendere l’ultimo momento per cominciare a scoprire le carte. No, perché il processo non prevede preliminari ed è complesso, tant’è che è capitato di andare avanti anche per 23 votazioni (Giovanni Leone, 1971), prima di concludere.

Il motivo sta scritto chiaro chiaro nella Costituzione, laddove essa non prevede alcuna forma di campagna elettorale, di candidature, di discussioni pubbliche, dibattimenti o quant’altro. Nulla.
Prevede uno scarno metodo, dei quorum e basta.
Il resto è lasciato al Presidente della Camera, che presiede con ampi poteri organizzativi il seggio elettorale, ed alla libera convergenza dei pareri dei 1000 e passa delegati, più o meno pilotati ed aggregati dai rispettivi partiti (salvo gli immancabili ed inevitabili franchi tiratori, visto che il voto è segreto).

Ad esempio, come fa un costituzionalista famoso come Michele Ainis a stupirsi, e lamentarsene, che oggi non ci sia ancora chiarezza? Cosa pretenderebbe? Comizi dei candidati? Dichiarazioni? Santini elettorali? Tribune politiche? Pubblicità in televisione e sui giornali dei candidati?

In realtà, Emma Bonino fece qualcosa di simile nel 1999, larvatamente sponsorizzata nientemeno che da Silvio Berlusconi (che della Costituzione se ne è sempre altamente impipato …).Emma non ebbe successo. Fu eletto Ciampi.
Insomma, se i padri costituenti hanno previsto un conclave laico, senza Spirito Santo, non possiamo fare finta di nulla. I Cardinali, o i delegati, si parlano, si aggregano, spesso litigano, trattano, poi votano. E la fumata resta nera fino a quando una proposta riesce a convincere il quorum necessario dei votanti.
È evidente che non si tratta di un processo pubblico, quindi tutto ciò che filtra, o è falso o è pilotato per motivi tattici. La conclusione del processo la si vede quando un nome raggiunge il quorum.
È banale, ma è così.

Quindi, perdere tempo sulla farsesca autocandidatura di Berlusconi che, come detto, della Costituzione si fa un baffo, è solo un gigantesco diversivo mediatico, utile a fare fumo (nero …) e far parlare di sé, appagare l’ego smisurato, creare confusione.
Credo che nessun grande elettore pensi seriamente ad un suo reale successo: al massimo comparirà tra i votati come Gina Lollobrigida o Alberto Sordi, anche se dovesse prendere qualche centinaio di voti.

Faccio gesti apotropaici e non vorrei fare il Fassino di turno (o anche il D’Alema del 1993), clamorosamente smentiti dall’evoluzione degli eventi, ma pensare che 505 delegati possano davvero scrivere sulla scheda il nome di Berlusconi mi pare un’enormità.
Certo è che se tutti diciamo e continuiamo a dire che è possibile, potremmo anche convincercene e prepararci la disfatta.
Ragione di più per lasciare lavorare chi deve e può lavorare, e fidarci. Tanto non abbiamo alternative …

Chissà che lo Spirito Santo non possa decidere di dare un’occhiata fuori porta …