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Non volevo parlare di Enrico Letta, e infatti non intendo farlo, anche perché non ho ascoltato il suo discorso da segretario eletto senza primarie e senza congresso, e posso farlo solo in riferimento alle poche frasi che ho sentito ripetere.
Ma è proprio per una frase precisa , che sento la necessità impellente di intervenire.
Enrico Letta, dice… “Che bello se il governo Draghi fosse quello che approva lo Ius Soli”…
WOW… lo scrivo tutto in maiuscolo perché devo rendere l’esclamazione più potente possibile…
Premesso che io sono favorevolissima allo Ius Soli, ma queste parole mi hanno lasciato diciamo così “senza parole”… Si, sono abbastanza sconcertata, perché dire questa bella frase fa indubbiamente la sua porca figura, tutto il popolo della cosidetta sinistra in brodo di giuggiole.
Ma qual è la vera storia di questa legge?

Torniamo indietro nel tempo, cioè al 13 ottobre del 2015 quando la Camera ha approvato un provvedimento che riconosce la cittadinanza ai minori nati in Italia da genitori stranieri almeno uno dei quali con un permesso di soggiorno «di lungo periodo».
Il testo a quel punto doveva ovviamente passare all’esame del Senato.
Il disegno di legge è passato con 310 voti a favore, 66 contrari, 83 gli astenuti. Proteste in Aula da parte dei deputati della Lega, che a più riprese hanno urlato «vergogna» ed esposto cartelli con scritto «La cittadinanza non si regala».
La legge, credo nessuno se lo ricordi vista la memoria inesistente, è stata fortemente voluta dal premier di allora Matteo Renzi, e concedeva una cittadinanza ottenuta in seguito ad un percorso scolastico, il cosiddetto «ius culturae».
Al voto finale si sono astenuti i deputati del Movimento 5 Stelle, cioè il faro della nuova sinistra, che avevano già cercato di distruggere la legge sulle unioni civili, mentre contro il testo, ma questo direi che era scontato, hanno votato i parlamentari di Lega Nord, Fratelli d’Italia e parte di Forza Italia: ha votato sì Renata Polverini «perché convinta sia arrivato il momento che l’Italia, attraverso il Parlamento, mostri il suo volto migliore a coloro che sono fuori dall’aula ed in particolare ai bambini».
Mi pare tutto chiaro sino a questo punto… chi era favorevole, chi era contrario e chi non ha voluto prendere alcuna decisione come i cinque stelle per non scontentare elettori di destra o di sinistra tanto tutto fa brodo… Purtroppo quel percorso che sembrava ormai su un ottima strada, come del resto tutte le riforme attuate tra il 2014 e il 2016, si è bloccato. Dopo la sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, Renzi si è dimesso e ha preso il suo posto Paolo Gentiloni, il presidente che tutti apprezzavano e decisamente più simpatico, più a sinistra e meno divisivo, così tanto poco divisivo, che quando Renzi come segretario del partito, chiedeva di proseguire l’iter dello Ius Soli e di portarlo finalmente al Senato, le vaghe risposte sono state quelle di una “scarsa condivisione” o “è impossibile approvarlo”… e nessuno si sognava di far saltare un alleanza così poco omogenea, meglio evitare colpi di testa, e filare lisci e tranquilli…
Niente Ius Soli, niente contrattazioni, niente rischi come si era fatto per le unioni civili rischiando con il voto di fiducia, e così lo Ius Soli è entrato in quel mondo evanescente dove le leggi si definiscono, se ne parla a fasi alterne, ma poi rimangono nel limbo.
Figuriamoci poi il governo Conte 1 se si occupava di Ius Soli invece che dei decreti sicurezza e della guerra alle ONG… Il Conte 2 che pare sia la stessa persona, ma che governava con il PD, di Ius Soli non ne ha parlato nemmeno in un momento di sonnambulismo.
Ed eccoci di nuovo al presente, dopo la caduta del governo Conte, perché quell’irresponsabile di Renzi, parlava di cose da fare, e nessuno rispondeva, come magari prendere il Mes sin dal mese di maggio e risolvere qualche problema sanitario, ci è stato detto che non se ne parlava nemmeno, argomento troppo divisivo, non si troverà mai un accordo, non ne parliamo proprio, non c’è addirittura alcuna possibilità di iniziare una discussione.
Oggi il nuovo segretario del PD, tra i primi argomenti, parla di Ius Soli, attribuendone la responsabilità a Draghi appena eletto, che deve tenere insieme un governo a tutto tondo di destra, centro, sinistra e angoli convessi, e deve fare il miracolo di convertire Salvini, quando il PD per anni dello Ius Soli diciamo le cose come stanno, se n’è tranquillamente infischiato…