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Avessi dei soldi, e piacendomi vincere facile, punterei un discreto gruzzolo sul fatto che giovedì l’Ema, l’Agenzia Europea del Farmaco, riabiliterà agli occhi del mondo il vaccino Astrazeneca e ne ribadirà l’assoluta sicurezza. Perché ne sono convinto? Perché sulla base dei dati fin qui conosciuti, la frase “trombo dopo Astrazeneca”, a parte i doppi sensi da caserma, ha lo stesso valore scientifico di “trombo dopo cappuccino” o “trombo dopo aver visto Otto e Mezzo” (che comunque fa male, e questo è indiscutibile). Un’asserzione che traduce arbitrariamente un dopo in un per, trasformando una suggestione in una connessione. 

La riabilitazione sarà una buona notizia solo per chi, come me, potrà probabilmente abbreviare i tempi di attesa (al mio momento la mia salvezza dal Covid è schedulata a fine aprile), profittando dei larghi vuoti che saranno ragionevolmente creati dalle rinunce di tanti. Mi farà molto piacere, e non spavalda sbruffoneria o sprezzo del pericolo. Come direbbe il poeta Nazim Hikmet, Morire mi secca. È una questione di principio.” E preferisco rischiare la modesta coda degli eventi avversi eventualmente collegati al vaccino anziché unirmi alla mesta pletora degli oltre centomila connazionali che la pandemia ha ucciso. 

Non sarà ozioso precisare che il cortocircuito sul vaccino anglo-svedese non ha nulla di scientifico e molto di politico. La patata bollente lasciata nelle mani di Ema è stata lessata nel titanico e avveniristico edificio del Bundeskanzleramt, sede del Governo tedesco. Ed è stata cucinata per le stesse ragioni per le quali abbiamo l’imperativo categorico di attendere che Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson sprigionino la loro intera potenza produttiva tenendo in rispetto, nei limiti del possibile, Sputnik, il vaccino cinese e quant’altri, concedendo solo libertà vigilata all’Astrazeneca, figlio per parte di padre della perfida Albione.

Perché, come sempre è stato e sempre sarà, in quelle fiale non c’è solo farmaco: c’è anche geopolitica, strategia commerciale planetaria, equilibri sistemici per il dopo-Covi. I travagli di Astrazeneca, cominciati ben prima dei trombi, sono stati decisi in quello sciagurato 2016 (anno bisesto, anno funesto) che ci regalò Brexit, Trump e bocciatura del referendum. È abbastanza evidente come il rumore mediatico sulle cosiddette “morti sospette” sia stato salutato come occasione impareggiabile per mascariare, come si dice in Sicilia, un malsopportato concorrente. 

Missione compiuta, delitto perfetto. Quando Astrazeneca sarà assolto, nessuno convincerà un cittadino italiano, tedesco o francese che non gli stiano dando spazzatura venefica e pericolosa o quanto meno un farmaco di serie B. E chi è che vuole giocare in serie B?

Naturalmente il ruolo notevole giocato dal sistema mediatico non dipende da un pravo complotto di multinazionali. È stato solo frutto della sindrome del pitbull. Avete presente quando d’estate i giornali si riempiono di notizie di aggressioni da parte di pitbull? I bellicosi cani (quasi sempre tali per colpa dei padroni) sembrano essersi passati parola per sfogare con il caldo la loro presunta aggressività. Ma i pitbull, beati loro, non leggono i giornali. Il fatto è che la prima aggressione, in periodi poveri di notizie, diventa un’irresistibile attrazione, e sensibilizza agenzie, redazioni, direttori a trovarne altre. 

In penuria di veline casaliniane, sparigli renziani e conferenze stampa di Mister Pochette, trombi e trombosi fin qui misconosciute sono diventate scoop succulenti, occasioni di prima pagina, benemerenze di carriera. Ed è umano che per scovarle non si vada troppo per il sottile (tanto basta scrivere in grande “morto dopo il vaccino” e in piccolo “non è stato accertato un nesso funzionale”). 

Per onestà intellettuale, è giusto sottolineare che sia Mario Draghi sia Roberto Speranza avrebbero dovuto in questa circostanza fare molto di più e di meglio dal punto di vista della comunicazione. Ma non prendiamoci in giro fingendo di credere che sarebbe servito. Quando ti viene inoculata la paura, l’unico vaccino disponibile è la Ragione. Ed è a lento rilascio.