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di Vincenzo Pino

E’ tutta da ridere questa convention organizzata dalla nuova corrente del Pd da Bettini.

Che ha visto la presenza del segretario del Pd, il quale ha sbandierato ai quattro venti, che il male del Pd erano le correnti stesse.

E questo denota la coerenza delle dichiarazioni con i comportamenti reali di Enrico Letta.

Ma ha visto anche quella dell’ex Presidente del Consigilo Giuseppe Conte.

Un cast per dimostrare che vi era un nocciolo duro a sostenere il valore del passato governo e conseguentemente il disvalore di quello attuale.

A nulla sono valse le timide reazioni di Letta a questa lettura, era ovvio che con la sua presenza confermava tutto l’opportunismo di chi vuole mantenere il piede in due scarpe.

Ma quello che dimostra l’insipienza degli organizzatori é che si sono visti sbattere una realtà in faccia da Conte: quella di un movimenti cinque stelle, ancora non pronto ad un alleanza col Pd.

Che significa che per le prossime amministrative Pd e cinque stelle non correranno insieme in nessuna delle grandi città chiamate al voto.

Mentre Boccia dichiara che in ogni città l’alleanza vive e si consolida.

Ormai forse Boccia si ritiene in capo in testa, oltre che del Pd, anche quello deicinque stelle, sconfessando anche Conte.

Ma il personaggio è questo.

Insomma un convegno realizzato per avvicinare le posizioni che ha visto invece sancire una presa di distanza forte.

Non sappiamo quanto abbiano pesato le preoccupazioni di Conte per le continue minacce di scissioni tra i 5* specie in un momento in cui, Casaleggio si è portato via tutto l’impianto organizzativo del movimento e minaccia di sostenere liste civiche di ex grillini coordinati da Di Battista per le prossime municipali.

Essenso ancora il contitolare e depositario dell’elenco degli iscritti.

Insomma tornando a Bettini, Conte, Letta, l’operazione del convegno si è rivelata in contrario di quello che doveva essere.

Sono queste iniziatine raffazzonate, senza adeguata preparazione, senza concordare gli argomenti, che dimostrano lo stato di dissoluzione dell’alleanza strategica.

Che ancora vive nelle dichiarazioni di alcuni leader, ma che non esiste nella realtà