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È tornato, alleluia!
Schiere di fan immusoniti per le tante vuote settimane estive, ora esultano felici, con i giambi e gli epinici.
Il Direttore Mark Trouble è di nuovo tra noi: e non ci lascerà più!… Almeno per un po’, almeno finché il sodalizio incrollabile tra “Half Past Eight pm” e “The Daily Fact” continuerà. Nei secoli dei secoli. Amen.

Il nostro eroico Mark Trouble, come l’ultimo giapponese dopo la Seconda Guerra, continua imperterrito la sua battaglia, incurante del buon senso, e pure del senso comune, una volta tanto concordi.
È rimasto solo lui (nuovo Brancaleone con il suo sparuto drappello di fedeli), a rimuginare su quant’eran belli i tempi del Conte-Casalino, che tante cose buone hanno elargito al volgo ingrato, tanto bene procuravano, tanta generosità hanno dimostrato verso il popolo sofferente.
Hanno imposto alla recalcitrante Europa il Recovery Plan, lottando a mani nude contro nordici frugali ed avidi banchieri, hanno scritto un PNRR che era meglio dell’Iliade e dell’Odissea insieme, e che poi quel furbone di Mario Draghi (appunto un losco banchiere!) gli ha fregato, mettendoci il suo sigillo e raccogliendo applausi usurpati sui palcoscenici mondiali, hanno combattuto impavidi contro il virus, a cavallo di banchi a rotelle e con la primula per vessillo, hanno tenuto compagnia agli italiani in lockdown con ore di diretta che manco la notte della luna (per chi c’era …).

La sua (di Mark Trouble) verità è indiscutibile.
Ovviamente non rischia niente: può tranquillamente sostenere che Arcuri avrebbe fatto più vaccini di Figliuolo, che il virus avrebbe avuto più paura di Conte che di Draghi, che Parisi-dal-Mississippi avrebbe azzerato la disoccupazione, che il PIL sarebbe schizzato alle stelle, meglio e di più, che sarebbe stato “tre volte Natale e festa tutto il giorno”, …
Chi può smentirlo?

Ah, se solo lo avesse lasciato lavorare! E chi? Ma quel diavolaccio dell’Innominabile, che non a caso è stato fatto segno pubblicamente di carine promesse di patibolo da parte dei democraticissimi seguaci dell’Avvocato, all’uopo aizzati dall’indipendente cronista tuttologo, scudiero di Mr. Trouble.

Si sa, così è la vita!
Mr. Trouble ha una risposta per tutto, anche se la sua voce si incrina nella difesa appassionata dell’Avvocato del popolo, anche se traspare la commozione per la disastrosa fine dei suoi sogni di gloria, anche se la rabbia verso il nemico Innominabile gli fa fremere il labbro e sobbalzare il pomo d’Adamo.
La maitresse cerca di consolarlo ma è dura, è difficile, troppo grande è il dolore; e noi telespettatori non possiamo che condolerci e paventare tremanti le lunghe sere d’inverno in cui Mr. Trouble evocherà i bei tempi andati, maledicendo l’Innominabile nonché il destino cinico e baro che “infiniti addusse lutti agli Achei”, sovvertendogli i piani così accuratamente elaborati.

Ma cos’aveva che non andava in quel purissimo campione di Avvocato del popolo? Era perfetto, azzimato, elegante, suadente, docile, malleabile, tutto aveva, tutto, e quel maledetto (Innominabile) lo ha scaraventato fuori dal Palazzo (Chigi), su un banchetto in piazza come un caciottaro (massimo rispetto per quelli veri…!), nel limbo di un’attività che peraltro lo ha già stressato …, il “capo politico” del M5S, in pratica un curatore fallimentare, roba che mai avrebbe pensato di dover fare. Eppure, i casi della vita …!

Un’attività che lui infarcisce con uscite come: “Ho detto che il mio cuore batte a sinistra, non che sono di sinistra”, sulle quali le meglio menti si infrangono e si dichiarano sconfitte, tanto alta è la sfida ad ogni tipo di logica, anche post-aristotelica. Specie dopo avere firmato i Decreti Sicurezza di Salvini.

Eppure Mark Trouble è indefesso: ma che vuole quest’odioso usurpatore (Draghi), chi crede di essere, come si permette?

Un sogno infranto, una carrozza che diventa una zucca, la zucca pare proprio che sia vuota, il vuoto non è pieno, il pieno non c’è più, evaporato, svanito, volato via come le rondini sul finir dell’estate.
Triste l’autunno che aspetta Mr. Trouble e la sua brigata: anche dalle Procure, le amiche di sempre, tira un’aria per niente favorevole, e pure poco promettente. Si annunciano rese dei conti omeriche, un mondo crolla, un’epoca passa, e i nuovi orizzonti paiono foschi.

Si sa, la lotta contro i draghi è sempre molto ardua e non tutti hanno il fisico per affrontarla, né il necessario favore degli dei, oppure dell’Elevato. Cadono anche loro …

Mr. Trouble e l’Avvocato sembrano soli e derelitti: siamo alla fine della rappresentazione. Sipario.