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di Vincenzo Pino

Grillo strilla in piazza e nel blog,contro l’avvio del processo al figlio. Dopo aver emanato sul blog la sentenza di innocenza.

E si lancia anche sul terreno impervio delle motivazioni giuridiche in base alle quali, a suo avviso, l’accusa sarebbe farlocca in uanto la denuncia sarebbe arrivata otto giorni dopo il “fattaccio”.

Ha già spiegato sul blog l’on.le Elena Boschi il carico di vergogne che una vittima di stupro si carica nel denunciare.

Ma il Grillo del rispetto delle donne non deve capirne granchè, anzi, quando è stato possibile, ne ha irriso la dignità e la personalità, come con l’allora Presidentessa del Senato Boldrini.

Si lancia ancora Grillo in ulteriori messaggi difensivi chiedendosi perchè il figlio e co, non fossero stati arrestati al momento del fatto, cioè due anni fa.

A questi risponde il malizioso e arguto Augusto Minzolini, paventando l’ipotesi che le procure proteggessero vin questo periodo, il loro braccio armato, i pentastellati.

Una linea spiegata papale papale da Palamara nel suo libro con Sallusti.

Se ci pensate un po,inoltre, con l’avvento del governo Draghi si sono aperti grandi spazi al dibattito giornalistico ed in alcuni casi alla inziative delle Procure.

I messaggi sono stati inequivoci.

Da quelli che saltano la fila riferito a Scanzi e che ha dato il via ad una narrazione opposta a quella che ci voleva ammannire il suddetto dai salotti di Cartabianca. Schiantata da Giletti.

Alla sentenza dell Cassazione che ha riconfermato pochi giorni fa, l’anno e due mesi al suocero di Conte, Palladino, rendendo vano il favore che Franceschini gli aveva fatto con un provvedimento ad personam.

Ma la ricollocazione piena della politica estera italiana sul fronte atlantista ed europeista, quello che Bettini definisceun golpe, sta facendo emergere, il coacervo di interessi legati alla “Via della Cina”.

Una via costellata di intrallazzi per la fornituradi materiale sanitario difettoso, mascherine e ventilatori, intrapresa dal governo Italiano, i suoi commissari all’emergenza ed alla protezione civile, garantita dalla presenza ingombrante del facilitatore e Presidente onorario della Corporate cinese Silk on road, D’Alema.

Alla luce di questa ricostruzione si capisce quanto il sistema democratico deve all’azione di Renzi per far finire le manfrine di Conte sul recovery fund che voleva gestire direttamente e sulla mancata delega ai servizi segreti.

il tempo è galantuomo.E l’aria si sta ripulendo.