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Grillo sproloquia, nel silenzio degli impegnati che dalla sinistra socialmente attiva e politicamente colta ci massacrano sulle giustezze valoriali. Magari condivisibili ma senza eccezioni né di parte né di comodo.
Sul guru stellato fioccano i silenzi di PD più Conte (a parte qualche facezia che gli pari i fondelli), Leu, CGIL e noisti vari. Abili e compatti nel negare un’occasione contro chi violentava la Costituzione perché si sa che in certi doppiopesismi c’é violenza e violenza.
Sì capisce, allora, l’orrido cedere al grillismo mediaticamente pompato. Forse per beneficiare della stessa visibilità in mancanza di capacità reali, tali solo nel farsi setta ovunque si manifesti un vago sentore di rosso.
Peccato perció per quelli “bravi” a prescindere, che stanno dalla parte del populismo e che a breve celebreranno 25 Aprile e 1 maggio con la faccia sovrapponibile a dove non batte il sole. Forti del sostegno movimentista delle sardine che soccorrono Grillo, ennesimo puntello del sistema che dicono di combattere.
Ma io sono renziano e non posso capire, limitandomi a salutarli col medesimo “vaffanculo” del loro ispiratore. Non già un insulto ma solo una semplice citazione.