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di Vincenzo Pino

Eh sì l’immagine del Parlamento con gli scroscianti applausi al discorso di Draghi danno un immegine ben diversa da quella che ci hanno rappresentato i giornali di questi giorni.

Le dichiarazioni provocatorie di Salvini cui hanno fatto seguito le reazioni del Pd sembrano aria fritta, rispetto all’immagine di concordia e di sostegno che il Parlamento della Repubblica ha offerto.

Come dire che i due contendenti cui si è aggiunto il signor nessuno Conte (usando le stesse parole di Letta che non ha provato a cambiare) sono fuori dal sentire comune della rappresentanza democratica del paese.

A questo evento se ne è aggiunto un’altro oggi alla Camera dei Deputati.

L’astensione della Meloni sul recovery plan.

Improvviso ed inaspettato si capisce che anche dalle parte di Fratelli d’Italia la collocazione di opposizione al più grande piani di investimenti e di riforme doveva stare assai stretto.

Stare ad augurare il male del paese di fronte alo sforzo ed alle realizzazioni di questo governo , l’avrebbe fatta sembrare troppo un ennesima vedova di Conte. E sembra, per ora, avercela finita.

Tutto questo denota un clima politico più ragionevole e meno rissoso.

In cui Conte non tocca più palla, visto che è nelle solide mani di Grillo, che vuole una consistene buona uscita per cedergli il ruolo di garante.

Qualcosa come 275 mila Euro pagati e da pagare dalla piattaforma Rousseau visto che finora assicurava la copertura legale del buffone.

E che gli permetteva di diffamare l’universo mondo senza costi per lui.

Ma ora sono arrivati i nodi al pettine e la sua vita sarà piena di avvocati da pagare anche per la nota vicenda del figlio.

Quello che si merita, secondo Nemesi, figlia di Giove nella mitologia greca.

Grazie Renzi per aver contribuito a tutto questo.