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di Vincenzo Pino

E’ giusto indignarsi per la posizione di Letta sullla possibile alleanza con Berlusconi, ma vale anche la pena di analizzarla nel contesto politico che si è determinato in questi giorni.

L’attacco di Bettini al governo Draghi é di una gravità inaudita, definendo il suo governo come il frutto di un complotto internazionale.

Questo significherebbe che Mattarella sarebbe complice di un golpe contro l’assetto democratico del paese.

Mattarella non le manda a dire

E non a caso oggi il Presidente della Repubblica è intervenuto definendo lunari queste sparate bettiniane.

Una reazione durissima del Quirinale costretto ad intervenire nell’agone politivo che lo aveva chiamato incautamente in causa.

Ma ritorniamo a Bettini.

L’attacco al governo Draghi era sostanzialmente un avviso di sfratto perchè frutto di questa manovra per cui occorrerebbe tornare al più presto alla normale dialettica politica.

In cui ripristinare la dialettica destra contro sinistra guidata ovviamente da Conte.

Mentre Letta voleva tenere il piede in due staffe, la definizione del governo Draghi come proprio del Pd ed interloquire con Conte in vista delle amministrative dell’autunno.

Da oggi,quindi , Letta sarebbe stata un’anatra zoppa, nelle mire della “ditta”, costretto a rivendicare al più presto un cambio di governo.

Il salto della quaglia

Ma Letta con una mossa trasformistica inaspettata, per uscire da questa strettoia, ha rivendicato la possibile alleanza con Berlusconi e la continuità del governo con Salvini, citando positivamente il lavoro fatto sul prossimo decreto “rimborsi”.

Cambiando i toni nella trasmissione di Formigli.

Per cui il messaggio è chiaro.

Se qualcuno punta a mettere in crisi questo assetto di governo sappia che Letta è disponibilissimo a rivolgersi a destra mollando l’alleanza strategica.

Contando sulla larga maggioranza che su questa linea ha nei gruppi parlamentari.

E’ guerra nel Pd, per saperlo. E non a caso Orlando e D’Alema sono arrivati in soccorso di Bettini.

D’altra parte Letta sa benissimo che fu la sinistra Pd nel 2014 a pretendera la sua liquidazione (altro che lo stai sereno di Renzi) e cerca di tenerla a bada.

Facendo capire che ha imparato la lezione.

rischiando incomprensione ed impopolarità nello stesso popolo del Pd.