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Lo dico sinceramente: non so decidermi se incazzarmi di più con Marco Travaglio, Andrea Scanzi, Alessandro Di Battista oppure con l’esercito di idioti che amplificano le sciocchezze che costoro (e non solo costoro, purtroppo) ogni giorno pubblicano.

Marco Travaglio è un pluricondannato per diffamazione (non sono certo se non lo sia anche per calunnia) ed è lo stesso che, scandendolo in sillabe, ha apostrofato Berlusconi con il bollino di “pre-giu-di-ca-to”. Idem per Andrea Scanzi. Insomma, il bue che dice cornuto all’asino.

Questi soggetti, accompagnati da una pletora di giorno in giorno più nutrita di inebetiti, incapaci di approfondire con 3 o 4 minuti di lettura alternativa gli argomenti, si affannano nell’opera di demolizione del loro nemico giurato: Matteo Renzi.

Costoro (Scanzi, Travaglio, ma – anche – Di Battista, Bersani, Cuperlo e compagnia belante) amano autodefinirsi “di sinistra” e scelgono come prevalente, se non unico, bersaglio delle proprie giaculatorie l’unico uomo di sinistra che ha saputo rispondere alle sollecitazioni del popolo di sinistra che essi immaginano di rappresentare e difendere.

Non voglio entrare nel merito delle tante, tantissime cose fatte da Renzi nei mille giorni di governo: chi volesse potrà facilmente trovare in giro per la rete l’elenco completo. Mi interessa, invece, cercare di capire perché tutta questa gente (più o meno riferentesi alla sinistra massimalista) chiude un occhio (anzi tutt’e due) davanti alle posizioni della destra estrema e prende di mira soltanto Renzi. Questo, ai miei occhi (e agli occhi di qualsiasi persona di buon senso) è e resta un mistero.

L’ultima critica che si è levata – tanto dal Movimento 5 stelle, quanto dalla sinistra massimalista – è quella (e che palle, però!) sulla relazione di Renzi in Arabia Saudita. Per criticarlo, adesso, si sono attaccati al fatto che gli USA di Biden hanno condannato l’omicidio del giornalista saudita Khashoggi in Turchia nell’ambasciata Saudita.

Embè – verrebbe da dire? Forse che Renzi o qualcuno del suo gruppo o anche solo dei suoi simpatizzanti ha detto che quell’atto sia stato giusto, corretto? O non è forse vero che Matteo Renzi sia stato tra i primissimi a condannare pubblicamente quell’omicidio eccellente mentre gli altri – più o meno tutti gli altri – se ne stavano impegnati a acclamare le vicende Russe e Venezuelane?

Gli americani, i loro servizi segreti, hanno sempre saputo la verità sulla questione Khashoggi, tant’è che – in sordina – hanno chiesto “la testa” (in senso figurato, ovviamente) dei responsabili. Nel dicembre 2019 sono stati condannati a morte (pratica per noi occidentali, ovviamente, inaccettabile) 5 sauditi, verosimili responsabili dell’assassinio.

Tutto a posto? Neanche per sogno! È chiaro che davanti a un omicidio eccellente la diplomazia internazionale, compresa quella italiana, avrebbe dovuto assumere una posizione netta di condanna (ripetiamo ancora una volta che Renzi è stato il primo, se non l’unico, a manifestare il dissenso nell’ottobre 2018).

Cosa è successo, invece? Nel settembre 2020 Fabio Massimo Castaldo, vice presidente del Parlamento Europeo, eletto nei ranghi del Movimento 5 Stelle, ha tessuto le lodi del principe ereditario Mohammed bin Salman in occasione del novantesimo anniversario della unificazione dell’Arabia Saudita. Parole di condanna per l’omicidio Khassoggi? Nessuna.

Successivamente, nel mese di gennaio 2021, il giorno 21 più esattamente, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio (lo stesso che ha fatto orecchio da mercante alla richiesta di protezione dell’Ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio) è stato ricevuto in Arabia Saudita sempre dal principe ereditario (quindi futuro Re) Mohammed bin Salman. Parole di condanna per l’omicidio Khashoggi? Nessuna (per quanto è dato sapere).

Matteo Renzi il 27 gennaio 2021 ha tenuto una conferenza assieme ad altri 150 ospiti provenienti da tutto il mondo alla Davos del mondo arabo avente come tema “The neo renaissance” (capito perché ha fatto riferimento al rinascimento italiano? Ebeti!). Il tema dibattuto è relativo alla progettazione e messa in opera sostanzialmente dal nulla di una grande città tecnologicamente tanto evoluta da non impattare sull’ambiente per la costruzione della quale è previsto un investimento di 500 miliardi di dollari (capita la cifra? 500 miliardi di dollari, più o meno il doppio del Recovery fund assegnato all’Italia).

L’Italia è un Paese molto apprezzato in Arabia Saudita sia per le capacità dei progettisti, sia per l’artigianato. Vogliamo (sforziamoci almeno un pochino) provare a immaginare quale possa essere il ritorno per la manifattura italiana, per l’ingegneria italiana e – perché no – per i lavoratori delle imprese italiane che potrebbero ricevere l’appalto? E vi concentrate sul compenso di 80.000 dollari di Renzi? Ma siete scemi?

Ora, io capisco anche bene la posizione di Travaglio, di Scanzi che devono in qualche modo trovare i soldi per pagare le cause che, una dopo l’altra, stanno perdendo con Renzi; li capisco davvero. Capisco anche Cuperlo che – da comunista qual è – vede nell’impresa un disvalore e nell’imprenditore un nemico. Quel che non capisco, che non riesco davvero a comprendere, è l’idiozia di alcuni italiani che assorbono le fesserie che il Fatto Quotidiano pubblica. Non li capisco proprio!

Matteo Renzi è il peggiore nemico della sinistra massimalista perché ha saputo rinnovare e rendere attuali le ipotesi di società che Turati ha immaginato nel secolo scorso relegando di fatto il comunismo di Togliatti e di Gramsci a un capitolo di storia contemporanea da studiare alla scuola media; ha superato la visione massimalista della sinistra (dalla quale – in troppi lo ignorano – e dedicheremo una riflessione esclusivamente a questo -, purtroppo è nato il fascismo di Mussolini), offrendo alle nuove generazioni una visione di welfare integrata con l’inclinazione produttiva dell’Italia.

Certo che, chi oppone alla visione assistenzialista da Reddito di Cittadinanza la visione del Reddito da Lavoro, non possa che essere malvisto. È ovvio.

Ma – facciamo attenzione perché il passaggio è determinante – soprattutto come può essere apprezzato da certa classe dirigente un politico che intende – davvero, però! – investire nel Sud dell’Italia, che progetta una ripresa industriale e agroalimentare del Meridione, che ha le idee chiare sulle infrastrutture da sviluppare al Sud piuttosto che sperperare danaro pubblico in miglioramenti inutili delle infrastrutture settentrionali (interventi e indirizzi, peraltro, previsti dal Recovery fund)?

Chi è promotore di una visione proiettata al 2030 di un Paese rinnovato tanto nelle infrastrutture quanto nell’assetto formativo, come potrebbe essere apprezzato da certa classe dirigente che, per anni, ha mortificato l’iniziativa privata cercando di statalizzare anche i negozi d’abbigliamento o i bar?

Ciò che è da immaginare – e i presupposti ci sono tutti, eccome se ci sono! – è l’inversione della tendenza dei flussi di migrazione interna, da Nord a Sud, che potrebbe divenire – se solo la smettessimo di guardare Renzi come se fosse il demonio – il vero motore produttivo del Paese per la sua posizione geografica che si allunga nel Mediterraneo, per le capacità e per la fantasia dei meridionali (al Sud ci sono i migliori in ogni campo, qualcuno deve pur dirlo!), per il clima favorevole alla produzione di energia pulita e, perché no, anche per il turismo.

Attaccare Renzi sulla questione saudita equivale a attaccare l’Italia e le possibilità di sviluppo che potrebbe ottenere; tanto all’estero, quanto su territorio nazionale.

Incazzatevi (incazziamoci) con chi queste cose non le dice, con chi queste cose le nasconde dietro messaggi capaci di stimolare gli istinti provenienti da appena sopra o appena sotto la cintura e non con chi fa e dice alla luce del sole.

Renzi non ha, facendo gli interessi degli italiani, violato nessuna legge attualmente in vigore; su ciò che ha guadagnato ha pagato regolarmente i tributi, è apprezzato all’estero.

Insomma, ma che volete?
Finitela una buona volta!