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Abbiamo vissuto un brevissimo periodo, da quando è arrivato Draghi, in cui l’aria attorno a Italia Viva sembrava cambiata. Non ci guardavano con simpatia, ma almeno con rispetto, se non timore. Ma in politica c’è tanto vento, Conte è già dimenticato, Draghi è già il presente, noi stiamo tornando nella solita nicchia di prima.
Ne usciremo? Speriamo di si, ma dobbiamo cambiare qualcosa.

Fra chi fa inviti inappropriati, chi ne accetta di inappropriati, chi rifiuta quelli appropriati ( inutile spiegare di cosa parlo) la classe dirigente maschile del partito non sta brillando per serietà e lungimiranza. È come se, dopo aver vinto la più grande battaglia del secolo, i maschi si fossero accasciati in una forma di recupero auto-compiacente. Ma non hanno vinto la guerra, hanno vinto una battaglia… sono solo dei maschi, lo sono anche io, quando portiamo a casa il risultato sul lavoro chiamiamo gli amici, apriamo una birra e guardiamo lo sport in tv… per fortuna Italia Viva è un partito a forte vocazione femminile. Le donne quando portano a casa il risultato sul lavoro poi si occupano dei figli, poi si occupano del marito… è raro che si accascino sul divano con la birra in mano aspettando gli amici per la partita. E i militanti in questo momento hanno molto bisogno di attenzione. I leader hanno fatto la battaglia, ma anche noi militanti non abbiamo scherzato: abbiamo litigato e abbiamo discusso, abbiamo rovinato rapporti e perso il sonno.

Almeno le nostre donne non stanno perdendo la bussola, neanche per un minuto. La Bellanova continua a muoversi seriamente e la Bonetti… la Bonetti?!? La Bonetti porta a casa l’Assegno Universale Unico che fa passare l’Italia in testa ai paesi che sostengono le famiglie in Europa… fate pure finta di nulla, ma per il paese è una svolta epocale che rimette al centro la maternità, la donna e la famiglia: fra 10 anni la Danimarca guarderà all’Italia come il faro nel Welfare.

So che Italia Viva non è conosciuta per essere un partito che sa ridere di se stesso. Siamo ombrosi e quando ci salta la mosca al naso rompiamo rapporti e relazioni. Siamo intelligenti, bravissimi nella strategia e nella tattica politica, ma la simpatia è un’altra cosa.
So che quanto ho scritto mi mette sul baratro della rupe tarpea, ammesso ovviamente che qualcuno legga questi blog, ma me ne farò una ragione.
Per me, se chi è al comando non si preoccupa che i suoi comportamenti si ripercuotono sui militanti è meglio che a guidare, magari temporaneamente, sia qualcun altro.

Diamo le chiavi in mano alle donne, restiamo ancora un po’ sul divano, magari evitando gli sguardi indiscreti di stalker prezzolati che non vedono l’ora di metterci in cattiva luce. Abbiamo donne di prima qualità, lasciamole guidare