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di Vincenzo Pino

Imperterrita l’ANM dopo gli incontri con esito negativo con la Ministra della Giustizia Cartabia insiste nel chiedere una priorità a favore dei Magistrati nel piano vaccinale del governo.

Eppure all’Associazione avranno sicuramente spiegato con dovizia di particolari che la scelta di vaccinare la popolazione italiana secondo il criterio anagrafico abbia delle motivazioni incontrovertibili.

Cioè quella di arginare la pandemia prioritariamente per i soggetti più anziani più esposti ai decessi ed ai ricoveri nelle terapie intensive che riempiono i nostri ospedali.

Ma non c’è stato verso di farglielo comprendere.

L’Anm minaccia e si agita

L’associazione magistrati minaccia lo sciopero, qualora questa richiesta non venga accolta.

Tagliando così i ponti non solo con il comune sentire degli italiani ma con lo stesso mondo della giustizia, mettendo fuori dalla sua richiesta il vasto mondo degli avvocati e degli operatori amministrativi ben più esposti di loro al contagio.

Pensiamo per un momento se e con ben più motivate ragioni avessero fatto lo stesso i dipendenti dei supermercati ovvero gli operatori della logistica.

Loro sì, sono i soggetti più esposti più esposti dal Febbraio 2020 al contagio.

E con una forza contrattuale sicuramente maggiore in quanto hanno provveduto e provvedono ai bisogni di prima necessità dei cittadini.

Forse l’Associazione Nazionale Magistrati in questa occasione vuol dare presenza di sè in quel mondo che è stato squassato dalla vicende del Palamaragate, di cui è stata assoluta protagonista.

Il classico colpo di coda per ricompattare il mondo della magistratura.

Occorre dire che hanno scelto il terreno peggiore per farlo e che farà ulteriormente decadere la fiducia del paese nei confronti di questo “potere”.

Ci pensino bene prima di continuare su questa strada in cui, io credo, buona parte dei magistrati non li seguiranno.

Ben più consapevoli dei loro rappresentanti.