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Il complotto internazionale e il silenzio sugli errori macroscopici di Conte. La nascita della nuova corrente di sinistra del PD, piena di vecchie glorie. Proviamo ad elencare insieme i macroscopici errori che hanno portato alla defenestrazione da Palazzo Chigi dell’avvocaticchio di VUlturara Apula.

Si è svolta di recente una Conferenza on line a cui hanno partecipato tantissimi combattenti e reduci della sinistra romana nella quale si è annunciata la nascita dell’ennesima corrente del Partito Democratico.

Nella relazione a questa Conferenza, svolta da Goffredo Bettini, in mezzo a tanto “politichese antico” ormai incomprensibile, un vero residuato linguistico di tempi gloriosi, sono state fatte due affermazioni  che mi hanno colpito particolarmente.

La prima diceva che anche se Conte ha fatto certamente degli errori il loro peso e la loro gravità non era tale da giustificarne la rimozione.

La seconda affermava apoditticamente che dietro quella rimozione c’era nascosto qualcosa di grosso di cui in sostanza Renzi è stato strumento (e quindi però anche Mattarella e Mario Draghi).

A questa seconda ipotesi molto simile al complottismo protogrillino ha risposto seccamente Enrico Letta dicendo di non credere a tutto ciò (che nel farlo ha però ritirato fuori il falso storico della sua rimozione ad opera dell’allora trentottenne fiorentino quando invece fu l’intero PD in tutte le sue componenti a chiedere a Renzi di assumerne responsabilità di governo in prima persona).

Noi non sappiamo se oltre Renzi c’era qualcosa di grosso. Immaginiamo però che il giovane fiorentino non essendo un folle, avesse intessuto un sistema di relazioni internazionali in Occidente molto ampio e non ci è certo sfuggita la conseguenza che Renzi ha accelerato il passo critico dopo l’insediamento di Biden negli USA. D’altronde non è un mistero che a parte i regimi di Russia e Cina la stima verso Conte (troppo ambiguo proprio con quei due Stati orientali) delle principali cancellerie occidentali non fosse elevatissima. Così quando è saltato il tappo di Trump che lo aveva chiamato affettuosamente Giuseppi è caduta ogni protezione.

A meno che Bettini quando parla di ciò che ci sarebbe stato dietro la defenestrazione di Conte non si riferisse grilliscamente a Bildenberg, a Soros, ai savi di Sion o allo Stato Imperialistico delle Multinazionali quella sigla contro cui fu mandata allo sbaraglio negli anni 70 una generazione di giovani.

Comunque, ci sia stato o non ci sia stato questo qualcosa di grosso dietro l’azione di Renzi, noi non possiamo smettere di ringraziare il senatore fiorentino per aver mandato a casa un governo imbelle ed immobile e favorito l’ascesa di Draghi. Un atto politico positivo di una potenza micidiale.

Ma è sulla prima asserzione che vorrei soffermarmi perché essa da il senso della non comprensione di ciò che è avvenuto da parte di certa sinistra.

E’ fuori da ogni realtà, indice di smarrimento di ogni senso critico, affermare che gli errori commessi da Conte erano errori lievi che non possono giustificare la sua defenestrazione da Palazzo Chigi.

Gli errori invece sono stati enormi. Macroscopici. E molte cose stanno venendo a galla in questi giorni.

Sono macroscopici gli errori compiuti in fase di contrattualizzazione con le case farmaceutiche.

Sono macroscopici gli errori che hanno portato a non finanziare direttamente Astrazeneca e Reithera come pure ci era stato chiesto.

Sono stati macroscopici gli errori compiuti nella elaborazione del piano vaccinale che non ha privilegiato le categorie piu’ fragili ed ha consentito la vaccinazione di caste e corporazioni (al netto dei furbetti alla Scanzi).

E’ macroscopica l’incapacità in sei mesi di scrivere un piano per il Recovery decente limitandosi a buttare là una serie di titoli e puntando ad espropriare il Parlamento e lo stesso Governo nella fase di attuazione.

E’ stato macroscopico l’errore di non aver chiuso subito Alzano e Nembro malgrado il CTS lo avesse avvertito della tempesta in arrivo e forse è stato un reato occultare ai magistrati l’esistenza del verbale in cui il CTS informava il Governo di cioè che sarebbe accaduto.

E’ stato macroscopico l’errore di aver fatto pressione sull’OMS (i somarelli di Venezia li chiamavano nelle chat) per eliminare un documento che metteva in cattiva luce il Governo italiano.

E’ stato macroscopico l’errore di affidare nelle mani di una sola persona, Arcuri, tantissime emergenze dall’acquisto delle mascherine alla soluzione del problema ILVa, dai tamponi fino al piano vaccinale.

E’ stato macroscopico l’errore di affidare ad una azienda cinese inserita dagli USA nella Black list l’installazione dei termoscanner a Palazzo Chigi e un sistema di telecamere nelle Procure italiane.

E’ stato macroscopico l’errore di non essere stati capaci in sei mesi di nominare i commissari delle grandi opere pubbliche inserite nel piano semplificazione e quindi di tenere ulteriormente bloccati decine e decine di miliardi già stanziati.

Errori macroscopici a cui vanno aggiunti gli errori nel campo della Giustizia, errori ispirati da una concezione grillisca e forcaiola che tanti danni ha fatto e sta facendo al nostro paese e gli errori nel campo economico dove, in continuità con il Conte uno ha prevalso una logica assistenzialistica e non una politica economica indirizzata alla crescita.

Nella recente conferenza stampa il premier Mario Draghi con semplicità e parole chiare ha spiegato quale deve essere una politica economica che da un lato ripiani il debito che avevamo e che stiamo esponenzialmente e consapevolmente aumentando e dall’altro affronti le difficoltà delle famiglie creando lavoro. Mario Draghi ha escluso che in futuro per ripianare il debito si debba tornare a politiche di austerità e si è detto convinto che questo obiettivo potrà essere raggiunto grazie ai tanti strumenti che si stanno mettendo in piedi (dal Piano per il Recovery alle riforme in settori vitali), strumenti che favoriranno, dopo un primo rimbalzo del PIL che ci sarà alla riapertura, una crescita sostenuta dell’economia e quindi una diminuzione radicale del rapporto debito PIL.

Naturalmente nel convegno dei combattenti e reduci di tutto questo non troverete parola ed ha ragione chi ha scritto che sbaglia chi crede che in quella agorà ci sia l’inizio di qualcosa mentre invece è la fine per annichilimento di una vicenda politica, nella prospettiva non esaltante e certo non mobilitante di chiamare a raccolta un po’ di vecchie glorie, non rassegnate a cuocere nel bollito, per condividere la sorte di Conte con quello che l’ex Presidente del Consiglio riuscirà a raggranellare di un Movimento allo sfascio.